Il microbiota di genere

L’estroboloma è l’insieme di batteri presenti nel colon in grado di modulare il ricircolo enteroepatico di estrogeni e influenzare così i livelli circolanti di questi ormoni e la loro escrezione. I batteri dell’estroboloma producono la beta-glucuronidasi, un enzima che deconiuga gli estrogeni e li trasforma nella loro forma attiva, capace di legarsi ai recettori degli estrogeni e influenzare così i processi estrogeno-dipendenti.
Se la flora intestinale è sana, in equilibrio, l’estroboloma produce la giusta quantità di beta-glucuronidasi necessaria per mantenere l’omeostasi degli estrogeni. Tuttavia, quando la flora è squilibrata (disbiosi), l’attività della beta-glucuronidasi può alterarsi. A questo segue sia un deficit che un eccesso di estrogeno libero, che può causare lo sviluppo di patologie estrogeno-correlate e aprire la strada a malattie croniche come l’obesità, le patologie cardiovascolari e l’osteoporosi, ma anche vaginiti, policistosi ovarica, endometriosi.
Numerosi studi hanno messo in evidenza un chiaro legame tra disbiosi intestinale e tumori. I pazienti malati di tumore hanno un microbiota significativamente alterato, rispetto ai pazienti sani. Nel caso dei tumori della mammella e dell’endometrio, ad essere alterato è anche il microbiota dei tessuti stessi. Esiste una complessa relazione tra estroboloma, livelli di estrogeni, tessuti estrogeno-sensibili e tumore.
https://www.dna-milano.it/disbiosi-estroboloma-patologie-estrogeno-dipendenti/
Numerose ricerche mostrano che un’adeguata integrazione di fermenti lattici è in grado di modulare il microbiota intestinale, e quindi l’estroboloma. Ma per far sì che tale integrazione sia mirata ed efficace, è importante conoscere la composizione dei miliardi di batteri che compongono il microbiota (o flora batterica), e questo oggi è possibile tramite l’esame del microbiota.
https://microbioma.it/gastroenterologia/esame-del-microbiota-a-cosa-serve-e-quando-chiederlo/
E’ un campo di ricerca e prevenzione piuttosto recente e in via di sviluppo, ma anche molto promettente, poiché dalla natura della disbiosi è possibile, sempre mediante il consulto di uno specialista, attuare un intervento mirato, attraverso un’integrazione probiotica con fermenti lattici e/o modificando uno o più stili di vita sbagliati (sedentarietà, fumo, alcol, dieta errata, abuso di farmaci) responsabili dell’alterazione del microbiota e quindi anche dell’estroboloma.
L’alimentazione ha un grosso impatto sulla salute dell’intestino, in quanto il microbiota viene influenzato e modificato dagli alimenti che consumiamo. Mentre una dieta ricca di zuccheri e grassi saturi può provocare l’insorgenza di una disbiosi intestinale, la dieta mediterranea la protegge e la cura. Infatti quest’ultima, basata soprattutto sul consumo di alimenti della terra, è ricca di fibre, sostanze non digerite dal nostro intestino che rappresentano i fattori prebiotici che nutrono i batteri intestinali e ne migliorano la composizione e la funzionalità.
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