I rischi dell’abuso di alcol per le donne

Si dice che sia stato addirittura Noè a scoprire le qualità delle bevande alcoliche. La loro presenza sulle nostre tavole risale alla notte dei tempi, da sempre hanno accompagnato i pasti e soprattutto i festeggiamenti. Per diverso tempo il consumo di alcol è stato anche visto che come un ausilio per prevenire situazioni di malessere: come non ricordare il digestivo a fine pasto, o il cane San Bernardo che va in soccorso dei dispersi in montagna col suo fiasco di cordiale legato al collare?
Alzare il bicchiere non è però mai stato un alleato della salute umana. Il consumo abituale ed eccessivo di alcol non solo è causa di ipertensione e sovrappeso, che a loro volta aumentano il rischio di infarto, ictus e diabete di tipo II, ma è un fattore predisponente per lo sviluppo di diversi tipi di cancro, tra cui il cancro al fegato, al colon, alla bocca e al seno. Tutti i tipi di bevande alcoliche – birra, vino, liquori – aumentano il rischio di andare incontro a un tumore: l’alcol è sempre alcol, indipendentemente dal liquido con cui viene introdotto dall’organismo e il rischio di ammalarsi è direttamente proporzionale al tempo di esposizione all’assunzione di alcolici: più si beve, e per più tempo si beve, e più elevato è il rischio di malattia tumorale.
Con 55.700 nuove diagnosi ogni anno in Italia, quello al seno è il cancro più diffuso nella popolazione femminile e più di un caso su dieci è collegabile a un consumo eccessivo di bevande alcoliche. L’organismo femminile rispetto a quello maschile risulta più vulnerabile agli effetti dell’alcol, poiché ha una capacità di neutralizzare e eliminare l’alcol, mediante l’enzima epatico alcol deidrogenasi, che è circa la metà di quella dell’uomo. Avendo inoltre, normalmente, una massa corporea inferiore rispetto all’uomo e una minore quantità di liquidi corporei, a pari quantità di bevande alcoliche assunte corrisponde, nella donna, un livello di alcolemia maggiore.
All’uguaglianza sociale, che per certi versi ha sdoganato il bere femminile, non corrisponde un’uguaglianza biologica: se diamo, ad esempio, un bicchiere di vino al giorno per un mese a un uomo e a una donna, vedremo che lui avrà sempre la stessa alcolemia, mentre lei presenterà diverse variazioni di alcol nel sangue a seconda del ciclo estro-progestinico. L’abuso di alcol, incidendo fortemente sull’equilibrio ormonale, anche a fronte di un consumo cosiddetto “moderato”, porta anche a problemi legati alla fertilità: gli ormoni possono essere prodotti in quantità minore, con conseguente assenza di ovulazione o menopausa precoce. Inoltre le donne che assumono contraccettivi mostrano la tendenza a mantenere in circolo l’alcol più a lungo. In aggiunta, l’alcol riduce la produzione di cellule delle ossa, aumentando così le probabilità che l’osteoporosi per la donna da rischio diventi destino.
http://www.dronet.org/pdf/Opuscolo_Donna_Alcol.pdf
Ma cosa significa eccedere nel consumo di alcol? Posto che l’OMS non precisa livelli di rischio perché l’unico livello sicuro è non bere, la soglia limite di alcol puro raccomandata dagli esperti – quella che un fegato sano è in grado di neutralizzare – è di 20 grammi per i maschi e 10 grammi per le femmine, che corrisponde a 2 bicchieri di vino al giorno per l’uomo e a 1 bicchiere per la donna.
Accanto ai danni che il consumo di alcol provoca in maniera diversa sugli uomini e sulle donne, occorre considerare le ricadute del bere sul piano sociale, anche in questo caso diverse tra i due sessi. Un maschio che si ubriaca in discoteca, ad esempio, è solo uno che ha bevuto troppo. Se l’ubriaca invece è una donna il pregiudizio scivola persino nel tranello di ritenerla più disposta ad avere rapporti sessuali. L’alcolismo è indubbiamente una piaga sociale che non guarda in faccia il sesso, ma la collettività tende a ghettizzare le ragazze e le donne dipendenti dalla bottiglia molto più di quanto non faccia con gli uomini che bevono troppo. Lo stigma sociale nei confronti della dipendenza da alcol ha ripercussioni pericolose e dolorose sulle donne, che tendono quindi a dissimulare o a nascondere la situazione, tanto da peggiorare la dipendenza stessa perché nega loro la possibilità di chiedere aiuto, rendendo molto più difficile tirare fuori le donne dal “bere oscuro”.
https://www.agi.it/cronaca/news/2023-11-12/tumori-seno-nuovi-casi-abuso-alcol-23913211/
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